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La politica italiana è morta. Raccogliamo idee e forze per farla rinascere con un partito nuovo.


Diario


14 maggio 2008

NIMB, questo sconosciuto!

Non si tratta di una nuova popstar, ma di un acronimo inglese che sta per "not in my backyard", ovvero "non nel mio cortile". Si riferisce all'atteggiamento di chi non vuole rinunciare alla comodità del mondo contemporaneo, senza essere costretto a convivere con i suoi effetti negativi. E naturalmente si riferisce all'individualismo politico tanto caro a molti italiani.
 
E' NIMB, ad esempio, l'atteggiamento campano verso i rifiuti (li produciamo, non facciamo raccolta differenziata e lo stato deve portarli via e smaltirli... in altre regioni). Oppure la critica alla costruzione della TAV (quel brutto ponte ferroviario rovina la vista dalle villette). O anche il rifiuto assoluto di costruire gli inceneritori e i rigassificatori (salvo poi avere le discariche straripanti e la bolletta del riscaldamento che schizza alle stelle).
 
Sono tradizionalmente NIMB, inoltre, le ideologie della Lega e di molti partiti e gruppi della sinistra italiana (i vari cobas, verdi, rifondazione, ecc). Con una differenza fondamentale fra la Lega e gli altri: il NIMB è un atteggiamento tipicamente piccolo-borghese e la Lega è un partito che vuole rappresentare esplicitamente gli interessi della piccola borghesia del Nord-Est.
 
Sul NIMB, quindi, nessuno da sinistra può fare concorrenza alla Lega. E' semplicemente impensabile! Se si vuole costruire una sinistra sensata bisogna dare un taglio netto al passato e lasciarsi alle spalle questo tipo di atteggiamento fastidioso e un po' parassitario.
 
PS: è anche per questo che la Sinistra Arcobaleno, elettoralmente parlando, ha chiuso bottega.


12 maggio 2008

L'occasione è storica!

Cari amici e lettori,
quante cose sono successe in questi ultimi mesi!

La caduta del governo prodi, la nascita del PD (e la contestuale morte della sinistra italiana, sostituita da una specie di erede della DC), un nuovo (nuovo?!?) governo berlusconi... solo per citare 3 eventi (che poi sono 4) che hanno segnato la politica interna del paese.

Ora c'è chi ride e c'è chi piange, molti accusano Grillo e le liste civiche (che pure hanno ottenuto percentuali ridicole alle urne) della sconfitta elettorale del PD, altri si lamentano di Berlusconi per poi gioire della sparizione di Rifondazione e Verdi...

Accidenti, però chi è veramente a sinistra dovrebbe essere contento!

L'occasione è storica: c'è un governo di centro-destra a cui fare un'opposizione intelligente (evitando critiche fini a se stesse anche alle proposte sensate), la nuova democrazia cristiana (PD) non ha vinto le elezioni e le vecchie gerarchie della sinistra cosiddetta estrema (non mi pare che proponga rivoluzioni armate, però) hanno ricevuto uno schiaffo senza precedenti e, forse, si decideranno a uscire di scena.

Ma allora... è vero: possiamo finalmente ricostruire una sinistra sensata (come il caro Zapatero - lo conoscete, vero?).

Insomma, i miracoli non esistono e costruire una nuova sinistra in pochi giorni sarebbe un miracolo, ma con 4 anni di governo Berlusconi davanti (non illudiamoci: Berlusconi durerà 4 anni) abbiamo tutto il tempo per organizzarci.

Perciò scrivete, amici! Scrivete, lettori! Scrivete ora e scrivete in tanti con le vostre proposte! Commentate questo post con i vostri consigli per cominciare a pensare a un partito nuovo!


13 giugno 2007

Note sulla creazione di un nuovo partito (2) - il fattore età.

La politica italiana è diventata gerontocratica: questo è ormai un dato di fatto. Il caso del senatore Selva, ottantunenne che non si è certo comportato da persona responsabile, è solo la punta dell'iceberg. Infatti, se si dà un'occhiata al senato, le rughe sono una caratteristica fin troppo evidente e diffusa.

Considerando il numero di giovani che studiano all'università, non si può più giustificare questo sistema con la scusa della maggiore esperienza dei più anziani. Le uniche garanzie che questi ultimi ci forniscono sono la mancanza di flessibilità, di idee nuove, del coraggio di cambiare le cose.

Un nuovo partito che voglia veramente rompere col passato deve spianare la strada alle giovani generazioni, portatrici di idee innovatrici e della capacità di svilupparle e portarle a termine. Per questo deve avere dei regolamenti interni che impediscano di candidare fra le sue fila chi ha già raggiunto l'età prevista per la pensione. Penso che la quota di candidati che abbiano superato i 50 anni in un simile partito non debba superare il 10%, che almeno il 30% debba avere meno di 30 anni e almeno il 60% ne debba avere meno di 40. I candidati devono essere scelti in base alle loro competenze (lauree, esperienze lavorative particolari, militanza in associazioni che lavorano in ambiti di particolare interesse...), non in base alla loro età.

Vedi il secondo commento e la risposta all'url:
http://nuovapolitica.ilcannocchiale.it/comments/1519309


10 giugno 2007

Note sulla creazione di un nuovo partito (1).

L'indecenza e l'impresentabilità dell'attuale classe politica italiana sono ormai innegabili, così come la mancanza di un partito di sinistra serio, laico e non massimalista. Le cause di questo problema sono molteplici e per il momento non ho né il tempo, né lo spazio per esaminarle tutte in maniera approfondita in un solo post. Cercherò invece di esporre in maniera schematica alcuni punti che possiamo considerare molto importanti, se non addirittura essenziali, per la creazione di un soggetto politico nuovo e almeno parzialmente immune ai più comuni mali della politica italiana.

La classe dirigente del partito deve essere sempre scelta dalla base. Per evitare che il partito sviluppi politiche troppo personaliste, impiccandosi a singoli leader troppo carismatici, sono necessarie regole chiare che impediscano alla stessa persona di dirigerlo troppo a lungo o di occupare la stessa carica per tutta la vita. Altrimenti si richia di ricadere nella situazione attuale di molti partiti, che vengono gestiti da una ristretta cerchia di individui come una loro proprietà personale.
A titolo indicativo, penso che un massimo di 6 anni di seguito alla guida di un partito, con elezione ordinaria delle cariche ogni 3 anni, sia più che sufficiente.

Per la stessa ragione, ovvero per evitare che la classe dirigente di un nuovo partito ne prenda possesso troppo saldamente, anche i candidati devono essere scelti con lo strumento delle primarie. Tale strumento, specialmente in presenza di liste chiuse nelle quali non è possibile esprimere un voto di preferenza, dev'essere esteso ad ogni livello di candidatura, dal presidente del consiglio all'ultimo consigliere regionale.

Inoltre non deve essere possibile per le maggiori cariche del partito, o per chi le ha ricoperte nei 6 anni precedenti, candidarsi fra le sue fila. Questa misura servirebbe sia ad evitare politiche personaliste, sia a garantire l'indipendenza del partito dai suoi deputati e ministri, che potrebbero essere criticati liberamente dallo stesso partito (ovvero dalle sue cariche, dai suoi iscritti, dai suoi congressi) e sarebbero così incoraggiati a rispettare il programma con il quale si sono presentati.

Spero di ricevere una valanga di commenti e critiche costruttive.

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