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La politica italiana è morta. Raccogliamo idee e forze per farla rinascere con un partito nuovo.


Diario


20 settembre 2007

BUON ANNIVERSARIO A TUTTI!

Oggi è il 20 settembre. Dunque...

BUON ANNIVERSARIO DELLA BRECCIA DI PORTA PIA A TUTTI!

Questa, che ricorda il completamento dell'unità d'Italia, dovrebbe essere una festa nazionale, altro che natale e pasqua.




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20 settembre 2007

Fino a quando dovremo sopportarli?

In questi giorni i gemelli Katchinsky, i due presidenti della Polonia, hanno veramente toccato il fondo. Il loro veto ha infatti impedito di istituire una giornata europea contro la pena di morte, pena che durante la campagna elettorale promettevano di reintrodurre in Polonia.

In linea con la chiesa cattolica, questa pesante zavorra che rallenta l'Italia e l'Europa, volevano infatti che la giornata contro la pena di morte (bandita dal territorio dell'UE) diventasse una giornata per la vita contro aborto ed eutanasia (il primo ammesso in quasi tutti gli stati UE, la seconda in alcuni). Un simile cambiamento, naturalmente, non poteva essere accettato, tanto più che avrebbe completamente stravolto il senso di una simile giornata, e così è saltato tutto.

A questo punto bisogna aspettare nuove elezioni in Polonia (sono vicine, ormai). Poi, se non cambia nulla, per il bene dei polacchi bisogna tenerli dentro l'UE, ma per il bene di tutti gli altri bisogna spingere per un'unione a due velocità che possa ignorare la Polonia.


12 settembre 2007

Gestione delle emergenze.

Ieri, su un canale di sky, è stato trasmesso un documentario sull'11 settembre girato da una troupe che casualmente, quel giorno, stava seguendo il lavoro della prima squadra di pompieri giunta sul posto. Devo ammettere che è stata un'esperienza scioccante... soprattutto per l'evidente incompetenza dimostrata dal New York Fire Department nel gestire una maxiemergenza di quelle dimensioni! Un'incompetenza che è stata responsabile di almeno un centinaio di vittime.


Alcuni errori spiccavano sugli altri per la loro ovvietà:
  • La prima squadra che ha visto lo schianto si è lanciata di corsa verso il wtc e dentro la torre, senza prima comunicare un dettagliato rapporto per radio e senza organizzare un piano per fronteggiare l'emergenza.
  • La centrale operativa avanzata dei vigili del fuoco era dentro la hall di una delle torri, cosicché i capisquadra non vedevano l'area del disastro e, al momento del crollo, il meccanismo dei soccorsi è stato praticamente decapitato.
  • Non esisteva una gerarchia, decine di capisquadra parlavano contemporaneamente in radio ciascuno per conto proprio.
  • Tutti i pompieri della città arrivavano e si lanciavano su per le scale disordinatamente e senza alcuna organizzazione.
Insomma, un casino.

Ora si pone dunque un problema, riproposto dall'emergenza incedi dell'estate appena passata: in Italia saremmo in grado di gestire meglio una simile emergenza, o faremmo gli stessi casini?

Grazie ad un'esperienza di volontariato sulle ambulanze, una bella esperienza che consiglio a tutti e che porterò avanti finchè l'età me lo consentirà, so che in Italia (almeno in alcune pubbliche assistenze) viene fornita una preparazione teorica di base (una singola lezione) sulla gestione delle maxi emergenze. Si tratta di poca roba e difficilmente potrà bastare in caso di grossi disastri.

Un governo serio dovrebbe investire parte dei fondi del ministero dell'interno per finanziare un addestramento continuo (o almeno frequente) del personale di soccorso, coordinando mezzi del 118, polizia e vigili del fuoco per poter gestire al meglio le situazioni più complesse, quelle in cui è più facile per i singoli perdere la testa. Se poi non si dovesse mai presentare l'occasione di mettere in pratica quanto imparato, tanto meglio, vorrà dire che il personale che gestisce le emergenze in questo paese sarà più preparato e più efficiente nel gestire le "piccole cose" (un termine comunque inadeguato a descrivere le situazioni in cui la vita di un essere umano è a rischio).


8 settembre 2007

Oggi tutti a firmare per il V-Day!

Oggi cade il V-Day, ovvero il vaffanculo-day indetto da Beppe Grillo.

In molte città è dunque possibile apporre la propria firma su una proposta di legge di iniziativa popolare perfettamente in linea con le idee proposte da noi di nuovapolitica, sintetizzabile in 3 punti:

  1. Nessun cittadino può candidarsi se è stato condannato in via definitiva o in primo e secondo grado in attesa del giudizio della cassazione.
  2. Nessun cittadino può essere eletto in parlamento per più di due legislature consecutive.
  3. I candidati al parlamento non devono essere scelti dai segretari dei partiti, ma votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Insomma, mi raccomando: tutti in piazza a firmare questa ottima proposta di legge!


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6 settembre 2007

Note su L.C. (2) - il primo contatto.

Buona parte degli attivisti di L.C. sono entrati nel partito mentre frequentavano le scuole superiori. Ancora oggi molti ragazzi entrano in contatto con L.c. mentre frequentano un liceo o un istituto tecnico, diciamo fra i 14 e i 17 anni.

Il primo contatto con L.C. e il modo in cui il partito coinvolge i giovani e li porta e sacrificare la maggior parte del loro tempo e delle loro risorse  per la sua causa segue uno schema più o meno fisso. Si tratta di uno schema ampiamente testato, che si è dimostrato molto efficace per sopprimere l'influenza di qualsiasi voce dissonante e che rende molto difficile per i ragazzi l'abbandono del partito.

Ogni anno i circoli di L.C. organizzano dei cicli di conferenze destinati principalmente ai ragazzi e ampiamente pubblicizzati davanti alle scuole all'inizio e alla fine delle lezioni, generalmente hanno titoli accattivanti, tipo "corso di marxismo" o "le profezie scientifiche del marxismo", oppure legati a temi attuali come l'ambientalismo o le disuguaglianze economiche. Gli attivisti che pubblicizzano queste conferenze sono sempre giovani e simpatici, se possibile di bell'aspetto, e le presentano quasi come se si trattasse di andare a una festa.

Le conferenze di questi cicli vengono tenute da relatori abbastanza giovani, con uno stile informale e frequenti riferimenti a fatti noti al pubblico. Non mancano molte note ironiche e battute per rendere gli argomenti più interessanti. Specialmente durante i primi incontri viene ammesso uno stile parzialmente dialogico, in cui le critiche del pubblico vengono accolte con un sorriso e una risposta pronta e ben articolata.

Alla conferenza segue di solito una fase di dibattito, nel corso della quale viene sfruttato ad arte il tipico imbarazzo che rende spesso difficile per chi segue una conferenza o una lezione trovare il coraggio di porre domande al relatore. In fondo alla sala siedono infatti uno o più attivisti del partito, spesso anche il responsabili dell'attività giovanile (che durante la conferenza avrà osservato con attenzione le reazioni del pubblico e di ogni suo componente), che a questo punto si rivolgono al relatore per porre domande su presunte curiosità suscitate dalla conferenza. Si tratta, naturalmente, di domande decise in anticipo, la cui risposta è stata già più o meno preparata. In questo modo L.C. si inventa un pubblico curioso e interessato, favorendo la nascita nei ragazzi venuti da fuori di un senso di interesse e coinvolgimento.

Dopo il dibattito, quando i ragazzi sono stanchi, il responsabile dell'attività giovanile e gli attivisti presenti attaccano bottone con i nuovi spettatori chiacchierando a piccoli gruppi. Saggiano le loro reazioni, rispondono ad eventuali ulteriori dubbi e, soprattutto, gli chiedono se li vedranno anche alla successiva conferenza del ciclo. Soprattutto a una certa età può essere molto difficile rispondere di no in modo diretto a una simile domanda, soprattutto se si è più o meno coscienti che la domanda successiva sarà "perchè?" e che non ci si è preparati una scusa. Naturalmente questa semplice domanda non è automaticamente sufficiente, cosicché quelle stesse persone gli telefoneranno due o tre volte nell'arco della settimana successiva per verificare che tornino.

[to be continued]


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3 settembre 2007

Sul calo delle iscrizioni alle scuole private.

Esponenti della chiesa cattolica, nell'ambito della polemica sulle agevolazioni fiscali, si sono lamentati che le scuole private cattoliche hanno subito un drastico calo delle iscrizioni. Secondo dati pubblicati su "La Repubblica" di un paio di giorni fa le iscrizioni alle private sarebbero calate in media del 4,5%, con una punta dell'8% nelle scuole superiori.

Anche ignorando il costo di tali scuole e l'aumento diffuso del costo della vita, non c'è nulla di cui stupirsi.

L'unica ragione di esistere delle scuole private, in qualsiasi altro paese, è il livello d'eccellenza raggiunto da tali scuole. In pratica, pagando di più, si ottiene un servizio migliore: ambiente più ordinato, severità nei giudizi, pochi studenti per classe, insegnanti più preparati, più aggiornati e... più pagati.

Ecco, primo problema: in Italia gli insegnanti che guadagnano di più (con salari comunque molto inferiori alla media europea) sono quelli della scuola pubblica. Inoltre molti insegnanti delle private vengono assunti con contratti precari di anno in anno. E' chiaro che in queste condizioni nessuno può sperare di ottenere -o anche solo di mantenere- un livello di eccellenza. La mia ragazza è cattolica e ha studiato in una scuola privata del ponente ligure, gestita da un ordine religioso femminile. Dopo aver confrontato all'università la preparazione che le è stata fornita al suo liceo, dal quale è uscita con ottimi voti, con quella dei suoi compagni di corso che avevano studiato nelle scuole pubbliche, ha deciso che per nessuna ragione iscriverà i suoi figli in una privata.

Quanto alla severità e alla garanzia che gli studenti siano costretti a studiare... ormai si tratta di un miraggio. Per coccolare la clientela e non tradire mai le aspettative dei genitori la media dei voti viene adattata di classe in classe, gonfiando spesso i giudizi verso l'alto. Così alunni e genitori vengono tenuti nella bambagia con l'illusione di un'ottima preparazione, illusione destinata a frantumarsi una volta giunti all'università.

Insomma, si tratta ormai di istituti scadenti per figli di papà, istituti che non meriterebbero alcun tipo di aiuto di stato, istituti che spesso riescono a usufruire delle agevolazioni fiscali concesse dallo stato agli edifici di proprietà di ordini religiosi con fini non esclusivamente economici.

Sarebbe opportuno che lo stato la smettesse di finanziarli, destinando i soldi che vi dirige ogni anno a migliorare i servizi forniti dalle scuole pubbliche, restaurando e mettendo a norma gli edifici scolastici di sua proprietà, aumentando il salario degli insegnanti e finanziando corsi d'aggiornamento per migliorare il livello dell'insengnamento pubblico.


2 settembre 2007

Proposta di legge sulla parità senza quote.

Segnalo a tutti la proposta di legge di iniziativa popolare sulla parità promossa dall'Unione Donne Italiane.

Si tratta, per la prima volta in Italia, di una proposta non vittimista che non si basa sull'imposizione di quote in parlamento o nell'esecutivo, ma sull'obbligo per i partiti di inserire nelle loro liste un 50% di donne (con uno scarto di 1 unità in caso di liste dispari) alternandole ai candidati uomini. In pratica non si imporrebbe un vincolo agli elettori, ma si permetterebbe a uomini e donne di competere in politica su un piano di parità. In presenza della possibilità di esprimere una preferenza nominativa si darebbe all'elettorato la possibilità di scegliere fra parecchi candidati di entrambi i sessi, senza tale possibilità si imporrebbe una maggiore parità ai partiti.

In sostanza penso che sia un'ottima proposta, degna di ricevere milioni di firme. Una proposta che, qualora si trasformasse in legge, porterebbe a un radicale rinnovamento del nostro parlamento e dell'esecutivo (ancora colonizzati quasi esclusivamente da uomini).

Invito tutti a seguire il link a questa iniziativa (inserito anche nella barra laterale del blog), a pubblicizzarla il più possibile, a firmare questa legge di iniziativa popolare.

Vedi:
http://www.50e50.it/home.htm


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1 settembre 2007

Ipocrisia mastelliana.

Come ricorda "adestra" in un commento al mio ultimo post, Mastella avrebbe dimostrato in occasione del family day di essere favorevole alla presenza di ministri e segretari in piazza. Già, l'ha dimostrato quando si trattava di scendere in piazza a vilipendere e discriminare le coppie di fatto sia eterosessuali che omosessuali, con e senza figli. L'ha dimostrato partecipando "coraggiosamente" ad una manifestazione che è stata sconfitta poco dopo da un Gay Pride che è riuscito a raccogliere circa centomila persone in più.

Peccato che se ne sia subito dimenticato.

Non solo si è tacitamente rimangiato la sua partecipazione al family day. Nel pieno di un mea culpa al cilicio san Clemente ha pure pensato bene di avvisare anche i segretari di partito che la presenza in piazza fa male alla salute.

Insomma, scherzi a parte gli ci vuole proprio una bella ipocrisia. E non credo che abbia una buona impressione del popolo italiano, se pensa di fare tutti fessi con un'incoerenza tanto palese.


1 settembre 2007

Quando la casta politica teme il giudizio delle masse.

Come al solito il mondo della politica italiana ha paura di misurarsi con le masse, che non vede come un gruppo di persone mature dalla quale ha ricevuto un incarico, ma come un branco di pecoroni che devono pendere dalle labbra dei loro leader e applaudire a comando.

In occasione della marcia del 20 ottobre contro la riforma del welfare, il capo del governo e alcuni ministri hanno ingiunto ai ministri della sinistra estrema di non partecipare, poichè partecipare equivarrebbe a criticare il governo e chiederne le dimissioni. In questo comportamento si annidano diversi errori:

-1- Anche i governi votano a maggioranza, dunque è perfettamente plausibile (e dovrebbe essere ritenuto accettabile) che un ministro critichi una manovra che va contro gli interessi del suo elettorato.

-2- Criticare una decisione del governo non significa necessariamente che se ne stanno chiedendo le dimissioni. Significa solo che gli si chiede di modificare quanto ha fatto o detto.

-3- Gli elettori di un governo dovrebbero essere i primi ad avere il diritto di criticarlo e di manifestargli contro. Infatti è abbastanza ovvio che gli elettori dell'opposizione non condividono le idee di fondo della maggioranza. Le critiche fatte dall'elettorato di maggioranza, invece, devono essere sempre portate all'attenzione del governo e del parlamento.

-4- In caso di gravi mancanze da parte di un governo, è giusto che i suoi elettori ne chiedano le dimissioni.

Come ho già detto in un precedente post (Note sulla creazione di un nuovo partito -1-) i partiti, in quanto rappresentanti delle masse,dovrebbero essere sempre indipendenti dai loro eletti e dovrebbero essere i primi a criticarli quando vanno contro il loro programma e ledono gli interessi dei loro elettori. L'ho detto e lo ribadisco.


1 settembre 2007

Note su L.C. (1)

In Italia, a fianco dei tradizionali partiti politici, esiste almeno un partito extraparlamentare che si scaglia con tutte le sue forze contro i valori della nostra costituzione.

Questo partito, di ispirazione comunista -e con questo non voglio demonizzare il comunismo, dal quale ho tratto numerose suggestioni-, afferma di essere l'unico depositario dell'eredità di Marx e Lenin... non partecipa alle elezioni e mette alla berlina gli elettori... lavora esplicitamente al fine di preparare una sollevazione armata per sovvertire l'attuale ordinamento democratico...

Per evitare di trovarmi inviaschiato in qualche causa legale, eviterò di farne il nome. Sarà però facile indovinarlo per molti frequentatori di questo forum.

I mass media di questo paese ignorano solitamente questo partito, le cui manifestazioni non sono frequenti, colorate e rumorose come quelle dei NO-Global o di Rifondazione. Non mi risulta che la polizia, nell'ultimo decennio, si sia mai scontrata con i suoi militanti o ne abbia perquisito le sedi.

Euppure in ogni loro conferenza sostengono la necessità di una rivoluzione armata!

Avendone fatto parte in gioventù, dedicherò una serie di articoli a questo partito, nella speranza di sensibilizzare i frequentatori di questo blog verso questo problema (forse innoquo oggi, ma fra 10 anni?) e di fornire agli utenti del Cannocchiale le nozioni più utili per comprenderne l'attività e il funzionamento interno.

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